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Condensa

Condensa sulle superfici esterne dei vetri isolanti? Non c'è motivo di preoccuparsi!
In autunno e in primavera si riscontra con maggior frequenza che, in particolari condizioni climatiche, sul lato esterno di una vetratura isolante si forma della condensa.

Marchio di qualità condensa
I vetri isolanti si comportano in questo modo: minore è il passaggio di calore, ovvero minore è il cosiddetto «valore Ug», tanto più frequente è il deposito di umidità sulla superficie esterna del vetro. Perché si formi questa condensa, è necessario che la superficie sia più fredda rispetto all'aria circostante. La superficie esterna di un vetro isolante a più lastre – come del resto molte altre superfici – è soggetta allo «scambio radiante» con il cielo, per cui il vetro esterno cede parte del calore accumulato diventando, così, più freddo sulla superficie esterna. La quantità di calore ceduta dal vetro esterno varia soprattutto in funzione della «temperatura radiante» del cielo. Un limpido e, quindi, freddo cielo notturno ha una «temperatura radiante» particolarmente bassa che può, per esempio, andare da -40 °C a -50 °C. In tal caso, se sulla superficie del vetro raffreddata si scende al di sotto del cosiddetto «punto di rugiada» dell'aria circostante, lì si può depositare l'umidità. La condensa formatasi scompare nuovamente, non appena la superficie del vetro torna a essere più calda rispetto all'aria circostante, per esempio per effetto dell'irradiazione solare.

Fasi temporali della formazione di condensa

Durante il giorno
Durante la notte
Primo mattino
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